Caratteristiche della ricerca sul Castello di Gisors

 

Perchè Gisors ?!

La ricerca riguardante i Castelli Crociati in Transgiordania, condotta per diversi anni, dalla sezione di Disegno del Dipartimento di Progettazione della Facoltà d'Architettura dell'Università di Firenze; ha prodotto una cospicua documentazione cartografica costituita per lo più da rilievi di alcuni fra i più importanti castelli realizzati ed implementati nel XII sec. e più precisamente fra il 1110 ed il 1187 (battaglia di Hattin). Il rilievo tecnico ha quindi offerto un'ampia gamma di argomenti per l'approfondimento critico di queste strutture.

Interrogativi vecchi e nuovi sono emersi con maggior vigore e la volontà di sciogliere, almeno in modo parziale, i nodi più significativi, ha portato ad una lettura comparativa delle strutture castellari coeve. Il cambiamento radicale dal pensiero architettonico dal punto di vista funzionale e strutturale che avviene nel periodo delle prime quattro crociate in medioriente, ha sempre portato gli studiosi a dire che l'influenza della tecnologia araba ed il loro modo di pensare gli edifici fortificati, abbia fortemente influenzato gli architetti e gli ingegneri europei che riportarono a casa soluzioni  innovative a tal punto da modificare, nel giro di pochissimi anni, le strutture castellari e le fortificazioni prettamente militari, da non sembrare più un logico sviluppo di quelle europee ma un vero e proprio innesto tecnico nella cultura architettonica occidentale.

Definendo il castello, non come un edificio fortificato, ma come un edificio polifunzionale, i termini di paragone europei offrono un ventaglio di analogie molto ampio e convincente.

Per poter avere un termine di confronto autonomo rispetto alla produzione architettonica effettuata nel medio oriente al tempo delle crociate, si è dovuto volgere le spalle per un attimo all'area araba e guardare all'interno dell'Europa quale era nel XI sec.

In particolare ci siamo rivolti verso l'area del nord Europa che fu frontiera accesa da scontri fra le teste coronate di Inghilterra e Francia. L'area quindi più significativa che ha subito nel giro di pochissimi anni una implementazione territoriale con fortificazioni imponenti è quella della Anglosassone Normandia.

Possedimento controverso fra Normanni, Francesi ed Inglesi, la Normandia, insieme alla Bretagna, è il teatro di battaglie seconde forse solo alle crociate, per partecipazione e per importanza strategico politica e non ultima per estensione temporale.

Il periodo di riferimento parte da Enrico I di Inghilterra e si focalizza sino al periodo di Enrico II il Plantageno, per chiudersi con il ritorno di Riccardo Cuor di Leone in patria dopo la prigionia germanica.

Il confine maggiormente tormentato, fu quello che è individuato ad oggi dalla linea del fiume Epte, affluente della Senna, posto a nord ovest di Parigi. Su queste sponde si osservavano e fronteggiavano varie strutture castellari e fortificazioni minori di proprietà di conti normanni locali ora fedeli alla corona francese, ora fedeli a quella inglese. Per la natura poco chiara della politica condotta da questi potentati, Enrico I decise di edificare una serie di Castelli reali dipendenti direttamente da Lui. In questa fase, poté contare sulla fedeltà dei Normanni, che offrirono manovalanza e materiali da costruzione. Uno dei primi Castelli ad essere costruito, di natura prettamente difensiva, fu il Castello di Gisors.

La novità che ci ha convinto a studiare Gisors, è la fama di questo, per essere il primo castello ad essere costruito in Pietra, e non più in legno. Tale era la fama di potenza di questo Castello fra i cavalieri, che da subito si alimentarono una serie di straordinarie vicende che lo hanno investito sino ai giorni nostri.

L'eccezionalità di questa costruzione divenne focale ed ispirò la più classica iconografia castellare sino al settecento.

La data di fondazione che è stata accertata dal Mesquì, si aggira intorno al 1089, ed i successivi rimaneggiamenti si attestano intorno al 1123 - 1124.

Vi è ancora una ulteriore motivazione che ha spinto lo studio verso il Castello di Gisors in Normandia, ed è la notizia di un rapporto assai stretto fra il monachesimo benedettino italiano soprattutto da quando il duca Riccardo II chiamò in Normandia l'italiano Guglielmo da Volpiano [1] .

Dietro alla traccia di contatti interregionali che caratterizzano fortemente la Normanna Sicilia con la Normandia dei Plantageneti, si sta affrontando lo studio del castello di Gisors.

 

La Fase conoscitiva

 

Come è consuetudine, per lo start di una ricerca, oltre a frequentare gli archivi e la storia locale, si deve prendere atto della fisicità dell'edificio oggetto di studio. Il primo passo eseguito è quindi stato la messa a punto del "progetto di rilievo", il "rilievo" stesso e "l'osservazione diretta" delle strutture murarie dando una successione edilizia alle varie fasi costruttive senza porsi il problema della datazione.

Dal 10 di Settembre al 19 di settembre, sono state realizzate le levate per i vari campi di rilievo.

Si è scelto di adottare per il rilievo tutta la tecnologia a nostra disposizione e quindi si è diviso il lavoro in più fasi:

  • Il rilievo con lo scanner Laser 3D
  • Il rilievo strumentale con la stazione totale,
  • Il rilievo diretto,
  • Il rilievo Fotogrammetrico
  • La stesura degli USM (Unità Stratigrafiche Murarie)
  • Il rilievo della declinazione Solare con lo Gnomone

I gruppi di lavoro, si sono organizzati in contemporanea, ed hanno visto impiegati profili professionali specializzati.
La direzione dei lavori del prof. Marco Bini, ha diviso la struttura secondo il progetto di rilievo più congruo.

Descrizione del Sito

 

Il castello di Gisors si erge su una motta, ad andamento troncoconico, sulla cui sommità spicca una cortina muraria poligonale, caratterizzata da contrafforti rastremanti verso l'alto. Tangente a questa si erge su quattro livelli la Torre Maestra, a pianta ottagona irregolare ed anch'essa caratterizzata da costoloni estroflessi, di potente spessore, che rastremano verso la copertura. Un ulteriore corpo edilizio si addossa alla Torre Maestra, spiccando da una quota più alta del livello di campagna e sopravanzandola di quasi un piano; questo è a pianta circolare ed ospita la scala elicoidale, che collegava i vari piani della Torre principale.

La copertura, come oggi appare, è piana fatto salvo un lucernario moderno che è incassato e copre la torre Maestra.

La struttura madre è circondata ai suoi piedi da un'ampia area libera; un Muro di cinta caratterizzato da torrioni, torrette rompitratta e strutture di cassero delimitano la pertinenza estrema del castello. A queste mura erano una volta agganciate le mura dell'area più prettamente residenziale.

Verso Nord nella struttura territoriale si può agevolmente riconoscere il vallo artificiale che completava la struttura di incastellamento.

Le annotazioni che si possono fare sul campo, dopo una osservazione accurata ma ancora senza alcun dato oggettivo e possibilità di confrontare la struttura con sue omologhe, è che il castello ha avuto almeno tre fasi di implementazione, che lo hanno coinvolto in tutta la sua interezza.

Non sono presenti merlature a coronare le cortine murarie, non sono presenti feritoie strutturate nelle mura sopra la motta, come non sono presenti nella piazza bassa strutture ostacolanti il libero accesso nell'area sottostante la motta stessa.

Orientata in senso Est Ovest a guardare la Torre Maestra o Donjon, c'era una chiesa ad aula monoabsidata, di cui rimangono i resti dell'abside incassato nel muro perimetrale, e le tracce degli spicchi delle murature perimetrali; la chiesa era dedicata a Sant Thomas Becket cancelliere della chiesa d'Inghilterra e diacono di Londra, che trovò asilo nella abbazia Cistercense di Pontigny, e al cui culto fu dedicata appunto la chiesa del castello di Gisors.

Interessante appare subito l'apparecchiatura muraria, riconducibile ad una successione di filari di pietra ben squadrati, che rivestono un sacco (a vista per la maggior parte delle zone basse delle mura) costituito in modo ordinato per piani successivi, da pillole di selce scapicozzate. La lavorazione superficiale della pietra è pressoché omogenea escludendo gli interventi di restauro eseguiti nel '900. La struttura a sacco presenta al suo interno le tracce dell'inserimento di tronchi posti sia verticalmente che orizzontalmente a formare una sorta di reticolo, con andamento longitudinale al tracciato della muratura stessa. Per quanto riguarda la parte ipogea del castello, di questa non vi è traccia apprezzabile a meno di una ghiaccia posta ai piedi della motta verso Nord, e di una serie di Cantine, poste sempre ai piedi della motta ma verso sud est. Le cantine sono state datate secoli dopo la costruzione del castello come pure la ghiacciaia; il loro andamento comunque pare sospetto, e la giacitura di alcuni vani dei sotterranei, pare possa ricondursi ad una pianificazione più antica di quanto oggi riporti la letteratura di merito.

L'approvvigionamento idrico del castello, era assicurato tramite un pozzo di cui oggi possiamo scorgere la locazione rintracciando una impercettibile depressione in cima alla motta, questo sembra essere stato quasi davanti all'accesso del Donjon. Un pozzo invece si trova all'interno della così detta Torre dei Prigionieri, al piano di accesso, posto in una nicchia ricavata nello spessore del muro, ed è ad oggi pieno d'acqua. Non vi sono notizie o tracce di cisterne, ma la questione appare controversa, dato che alcuni sostengono che il pozzo della motta fosse in verità una cisterna.



[1] Jean-Jacques Bertaux, L'architettura Religiosa, in I Normanni, pp. 35/40